LA PASIONARIA

USI&ABUSICHE DONNE....NORMATIVEEVENTINEWS

 "Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese" Oscar Wilde- "La donna, solo il diavolo sa cos'è: io non ci capisco niente" Dostoevskij -"Una donna è capace di sacrificare la vita per colui che ama, ma anche di non rivolgergli per sempre la parola per una questione d'orgoglio a proposito d'una porta chiusa o aperta" Stenda- "Tutto ciò che è stato scritto dagli uomini sulle donne deve essere ritenuto sospetto dal momento che essi sono ad un tempo giudici e parti in causa" Kant -         
 

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Killer dei bambini

Si intitola «Impossible Motherhood» l'autobiografia della scrittrice portoricana Irene Vilar che ripercorre una vita tragica e un matrimonio segnato dall'esperienza di più di una interruzione di gravidanza.

“Maternità impossibile” è questa la traduzione italiano del titolo del libro che la Vilar ha pubblicato e dove ammette di aver fatto in 16 anni quindi aborti. Una biografia che non poteva passare inosservata e dividere ll’opinione pubblica in due tra chi la comprende e chi la condanna.

Noi la “condanniamo”! Nonostante la sua vita sia stata difficile: nonna incarcerata per 25 anni, la madre costretta, quando aveva soli 33 anni, a sottoporsi all'isterectomia, l'asportazione dell'utero, e i due fratelli tossicodipendenti e il  matrimonio all'età di 16 anni con un professore universitario cinquantenne che le distrugge la vita. Il suo rapporto col marito è fatto di violenza, tentativi di suicidio e automutilazioni, ed è lui a trasmetterle l'idea che con l'arrivo dei bambini muore il desiderio sessuale e inconsciamente a spingerla, ogni volta che lei scoprirà di essere incinta, ad abortire. Tutto questo per noi non è sufficiente a capire ed approvare il comportamento di questa donna che offende la vita e distrugge i sentimenti di amore e condivisione. Lei stessa è consapevole delle scelte che ha effettuato, infatti nel suo libro dice di soffrire di una sorta di abortion addiction”, dipendenza da aborto.  Nelle prime pagine del libro, uscito nelle librerie americane il 6 ottobre, l'autrice ripercorre la sua infanzia e la sua storia segnata da esperienze forti.
La svolta arriva dopo un lungo
periodo di riflessione seguito, dice, alla morte del suo amato cane. Decide finalmente di mettere fine a un matrimonio violento e senza senso. Lasciato il marito la Vilar s'innamora di un nuovo uomo, si risposa e, per la prima volta nella sua vita, porta a termine una gravidanza. Al suo bambino racconterà di aver ucciso i suoi 15 fratelli?

Difficile non esprime un giudizio negativo nei confronti di questa donna e soprattutto difficile pensare che esistono, come ha riferito lei in un intervista alla BBc, altre donne come lei che abortiscono semplicemente perché il nuovo arrivo non è gradito o è di intralcio alla vita balorda che vogliono condurre. L’aborto andrebbe praticato solo in caso di problemi di salute, del nascituro o della mamma!!!!! Se non volete bambini usate i contraccettivi!

Il libro di questa donna è un inno alla morte, non aiuta leggerlo, non compratelo!